Scritto originalmente in francese. Tradotto dall'IA — il significato è stato preservato, non la prosa.
Idea principale
«Perché non l'abbiamo fatto prima?» è una domanda posta in buona fede, e quasi sempre posta male. Chi la pone dispone del contesto di oggi — un costo diventato basso, una qualità diventata accettabile, una competenza ormai presente nel team — e lo applica retroattivamente a una situazione che non lo aveva.
La risposta di solito esiste, ed è banale: all'epoca il costo, la qualità, le risorse disponibili e il contesto commerciale non permettevano di farlo correttamente. Ma questa risposta è disponibile solo se qualcuno l'ha scritta al momento della scelta. Se non è scritta, non si ricostruisce: nessuno ricorda fedelmente ciò che ignorava due anni prima, e la memoria ricostruisce spontaneamente il passato con le evidenze del presente.
Il processo che ne deriva non accusa quindi una decisione: accusa una decisione immaginaria, quella che si sarebbe presa se si fosse saputo ciò che non si poteva sapere.
Perché è importante
Dà una funzione inattesa alle tracce di decisione: proteggono meno la decisione che chi l'ha presa, perché rendono contestabile un rimprovero formulato a partire da un altro stato del mondo.
Cambia anche il modo di condurre le retrospettive e i post-mortem: la domanda utile non è «perché questa scelta», ma «cosa si sapeva, e chi lo sapeva, nel momento in cui è stata fatta».
Sfumature e limiti
Il contesto dell'epoca può diventare una scusa universale: certe decisioni erano sbagliate anche con le informazioni disponibili allora, e invocare il contesto impedisce in quel caso di imparare alcunché.
E una traccia scritta resta parziale: registra le ragioni che i suoi autori ritenevano presentabili, non necessariamente quelle che pesavano davvero nella stanza.
Domande aperte
- Fino a quando una decisione merita di essere rigiudicata, e chi decide che una vecchia questione non va più riaperta?