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19 saggioi
Più recenti
2026-09-13

Il SaaS enterprise cambia: quando i grandi gruppi vogliono riprendere il controllo

Un grande cliente blocca la tua vendita perché vuole i suoi dati nel proprio Azure, il proprio IAM, le proprie chiavi, il proprio contratto LLM. Questo testo offre una griglia per classificare quelle richieste: ciò che porta davvero il tuo valore, ciò che lo rende soltanto acquistabile, e dove collocare il confine tra il controllo del cliente e la tua capacità di far evolvere il prodotto.

2026-08-11

Ho scritto l'ontologia di un prodotto. Tre volte ho creduto di aver finito.

La tua squadra ricostruisce lo stesso modello di prodotto a ogni domanda, a ogni bug, a ogni gara d'appalto. Ecco come scriverlo una volta sola: diverse decine di oggetti, qualche centinaio di regole, meno di sei ore. E soprattutto come sapere di aver finito — i tre criteri di arresto che sembrano dimostrare la completezza e non dimostrano niente, più l'unico che regge.

2026-08-03

Il PO non è un mestiere, è una funzione — e l'IA non cambia niente, accelera

Assumi un PO per tenere il backlog e fare da interfaccia con gli sviluppatori? Stai ottimizzando un circuito già obsoleto. Questo testo smonta la separazione tra chi pensa il prodotto e chi lo esegue: perché degrada la qualità, perché il backlog non può fondare un mestiere, e perché l'IA toglie l'ultima scusa per conviverci.

2026-08-01

PM, sviluppatori e IA: i ruoli si confondono, le responsabilità restano

L'IA aumenta la capacità di produrre, non quella di decidere. Gli sviluppatori salgono verso il prodotto, i PM scendono verso la costruzione. Questo slittamento confonde i ruoli senza sciogliere le responsabilità. Un giro completo di ciò che l'IA rende banale nel product management, di ciò che resta difficile, e un catalogo dei ruoli emergenti con i loro rischi reali.

2026-07-28

Quattro giorni di vibe coding nei panni di un PM arrugginito

Quattro giorni a costruire un prodotto vero con Claude Code — 180 commit, partendo da zero. Quello che ne emerge: la velocità che dà alla testa, le trappole che l'IA si crea da sola, quello che cambiano i test quando non scrivi tu il codice, e fin dove può spingersi un PM senza uscire dal suo perimetro. Un racconto dal campo, non una dottrina.

2026-07-06

La domanda di prodotto deve partire dal codice sorgente

Ti capita di perdere mezz'ora in un ambiente di test per rispondere a una domanda di prodotto su Slack? Questo costo nascosto sparisce quando l'IA interroga il codice sorgente, che è la vera verità del comportamento. Risposte ancorate a prove — funzioni, test, commit — invece che a una documentazione superata. A patto che il codice parli la lingua del business.

2026-06-17

Un prodotto non entra in un paese attraverso la lingua, ma attraverso gli usi

Credi che un mercato si apra traducendo il tuo prodotto? Il Brasile dimostra il contrario. Attraverso la scena più banale che ci sia — pagare alla cassa — capisci perché credito quotidiano, numero fiscale, Pix ed economia informale formano un'infrastruttura culturale che nessuna traduzione riproduce. Quanto basta per evitare un errore strategico costoso quando porti un prodotto all'estero.

2026-06-08

Il PM come architetto del Contesto

Quasi tutte le organizzazioni sanno produrre documenti. Non sanno capitalizzare il ragionamento che c'è dietro. A ogni decisione ripartono quasi da zero. Il PM architetto del contesto trasforma una conoscenza del cliente dispersa — trascrizioni, obiezioni, decisioni prese, segnali deboli — in un asset riutilizzabile. Il risultato: decisioni più rapide, più solide, e un vantaggio competitivo che i concorrenti non possono copiare subito.

2026-06-03

Zero bug: smettiamo di gestire scorte di difetti

Il vero problema dei bug non è che esistano, ma che l'organizzazione si abitua a tenerli. Li si prioritizza, li si rimanda, li si rivede in comitato — fino all'escalation del cliente. Una policy zero bug punta ad altro: zero bug noti senza decisione. O si corregge, o si stabilisce che non è un difetto. Quello che questa policy rifiuta è il terzo stato: sapere che un bug esiste e tenerlo in lista per dopo.

2026-06-03

Roadmap NNL: allineare senza disperdere

Un team di prodotto può accumulare studi, workshop e analisi senza che l'azienda sappia cosa ha priorità. La roadmap NNL risponde a questo problema: non pianificando date, ma rendendo visibili gli impegni, le direzioni serie, le possibilità — e soprattutto ciò che non verrà fatto. La sua forza sta nel vincolo di capacità e nel No implicito.

2026-06-03

Product Decision Record: tracciare le decisioni di prodotto che strutturano l'azienda

Certe decisioni di prodotto ritornano ovunque: nel comitato di roadmap, con i commerciali, nelle specifiche, con ogni grande cliente. Senza traccia scritta, l'azienda le ridecide continuamente, spesso con meno contesto. Il PDR — ispirato agli ADR tecnici — documenta queste regole di decisione trasversali. Raro, breve, immutabile: non dice cosa costruire, ma perché l'azienda ha scelto una regola. Elimina decine di discussioni inutili.

2026-06-03

Il backlog non è una discarica: è uno strumento d'azione

In molte organizzazioni, il backlog è diventato un cestino pulito: ci si mette tutto per non dimenticare nulla. Qualche mese dopo, 500 righe che nessuno capisce più. Un backlog non dovrebbe essere un deposito di idee, una base di segnali clienti né il cimitero dei bug non risolti. Serve a organizzare informazioni abbastanza mature da permettere a più persone di lavorare insieme. Entra in gioco quando il lavoro smette di essere individuale.

2026-06-03

La qualità appartiene a chi consegna

Una politica zero bug riduce lo stock di difetti noti. Ma se il team corregge più in fretta senza cambiare come produce, rimane intrappolato in un ciclo di riparazione. Il vero problema è a monte: responsabilizzare chi consegna, rifiutare le spec troppo vaghe, testare prima, dare a QA un ruolo di politica della qualità invece che di rete di sicurezza. La qualità non si delega a posteriori — appartiene a chi consegna.

2026-06-02

Monitoraggio della concorrenza: copiare i competitor non è una strategia

Guardare cosa lanciano i competitor significa leggere output senza capire il ragionamento sottostante. Un monitoraggio utile comincia dal cliente target: i suoi bisogni, i suoi criteri di scelta, le sue alternative. I competitor diventano interessanti solo perché rivelano come un mercato risponde a quei bisogni. Copiare un gesto senza capire la logica dietro significa riprodurre una risposta senza essersi posti la domanda giusta.

2026-05-03

Il secondo cervello è un vicolo cieco per il product management

Gestire opportunità di prodotto in una rete di note senza confini significa perdere il controllo: errori che si propagano silenziosamente, finestra di contesto dell'IA che esplode, contraddizioni e decisioni introvabili. Il bounded context — mutuato dal DDD — offre un approccio migliore: ogni opportunità nel proprio spazio delimitato, verificabile, con una memoria strutturata.

2026-04-13

Code centric

La documentazione non segue mai il codice. Lo sappiamo, lo accettiamo, eppure costa tempo a ogni evoluzione. L'IA cambia l'equazione: quando il codice è pulito, diventa la fonte di verità da cui rigenerare gli altri artefatti — specs, changelogs, documentazione di supporto. Questo approccio code centric richiede una cultura tecnica minima, ma apre una leva concreta per i product manager che la padroneggiano.

2026-04-01

Perché una sola classificazione non basta per strutturare il feedback dei clienti

Troppi sistemi di insight falliscono perché classificano tutto su un unico asse: le feature o gli obiettivi. Il feedback tattico si perde, i segnali strategici evaporano. Un framework a 4 livelli — obiettivo di business, caso d'uso, capacità di prodotto, punto di attrito — permette di catturare tutto senza complicare il sistema, e di collegare ogni segnale al giusto livello decisionale.

2026-03-23

Nel software, il vantaggio non sarà più la tecnologia. Sarà la comprensione del contesto.

Produrre software non è più una rarità. Il cloud l'ha banalizzato, l'IA accelererà ancora questo movimento. Quando tutti possono costruire veloce e bene, sfornare feature in serie non basta più. Il vero vantaggio competitivo si sposta verso la comprensione del contesto: il settore, gli utenti, i clienti, la concorrenza, le norme. Capire meglio degli altri — prima di costruire.

2026-03-23

In 8 giorni ho capito che il mestiere di Product Manager stava per cambiare completamente

Le tue giornate da PM le divora compiti che non hanno nulla di strategico. In otto giorni con Claude Code, ho automatizzato il mio monitoraggio della concorrenza — raccolta, organizzazione, aggiornamento. Tempo ritrovato per analizzare, capire, decidere. Questo resoconto mostra concretamente perché il centro di gravità del mestiere di Product Manager si sta spostando: meno artefatti intermedi, più strategia reale.

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