Scritto originalmente in francese. Tradotto dall'IA — il significato è stato preservato, non la prosa.
Idea principale
Tre affermazioni sono state avanzate una dopo l'altra come prova che un repertorio di prodotto era finito. «La rete di schede è chiusa»: tutte le schede citate esistono. «Ho percorso tutte le mie fonti»: il codice, la base, l'API, il glossario, le interviste, i ticket — non c'è più niente da aprire. «Ogni area è stata letta nei quattro posti»: il cuore del codice, la base, le schermate, le traduzioni.
Tutte e tre sono vere. Tutte e tre dimostrano la stessa cosa, e non è quella giusta: ho finito quello che avevo cominciato. Nessuna dice non resta niente. «Ho letto tutta la mia pila» non dice nulla sulla biblioteca: finché l'oggetto del lavoro non è enumerato, «tutto» non ha denominatore.
Non è disonestà, è una questione di costo. Un criterio soddisfacibile è già a portata di mano: basta guardare quello che si è appena fatto e constatare che è fatto. Un criterio che dimostra, invece, richiede di fabbricare qualcosa in più — la lista di quello che esiste, un modo di contarla, una cifra che qualcun altro potrebbe ricalcolare. È lavoro in più, richiesto nel momento preciso in cui si crede di aver finito.
Perché è importante
La distinzione serve ben oltre un repertorio: un audit, una migrazione, una revisione di sicurezza, un rientro dal debito tecnico si chiudono quasi sempre con «ho guardato tutto». La domanda da porre è sempre la stessa: tutto, cioè? Ne hai la lista?
È anche ciò che permette di respingere una prova di completamento senza mettere in dubbio la serietà di chi la presenta: non si attacca il lavoro, si constata che la frase riguarda il lavoro e non il suo oggetto.
Sfumature e limiti
Un criterio soddisfacibile non è inutile: «la rete è chiusa» resta un buon controllo di coesione. Diventa ingannevole solo quando gli si fa dire ciò che non misura.
E fabbricare il denominatore non è sempre possibile: certi oggetti di lavoro non si lasciano enumerare. In quel caso bisogna accettare che nessun criterio dimostrerà niente, invece di accettarne uno per mancanza di meglio.
Domande aperte
- Chi, in un'organizzazione, ha il mandato per respingere un criterio di arresto, sapendo che quel rifiuto allunga un lavoro che tutti credevano finito?