Scritto originalmente in francese. Tradotto dall'IA — il significato è stato preservato, non la prosa.
Definizione breve
Costruire un software formulando l'intenzione a un assistente di codice invece di scrivere il codice da sé, e guidando la produzione per tentativi successivi sul prodotto che gira.
Definizione dettagliata
Il termine è nato nell'uso pubblico degli assistenti di codice e lì designa soprattutto un modo di fare: descrivere ciò che si vuole, lasciare che lo strumento scriva, guardare il risultato, aggiustare. In quell'uso ha una connotazione di improvvisazione, e spesso una punta d'ironia: si programma «a sensazione», senza un piano preliminare.
Negli articoli di questo blog il termine è usato senza giudizio di valore ed è delimitato da tre tratti. Primo, chi guida non scrive il codice e non lo rilegge per intero. Secondo, la verifica passa dall'uso del prodotto e dai test invece che dalla lettura. Terzo, la pratica riguarda un prodotto — schermate, API interne, modifiche ai dati, scelte di architettura — e non uno script di servizio il cui output sta in una funzione.
È questo terzo tratto a separare il vibe coding dalla delega di script praticata da tempo con un modello linguistico: delegare la scrittura di uno script lascia un oggetto breve e rileggibile, il vibe coding lascia un sistema che nessuno rilegge.
Uso nel dominio
Il termine serve a porre due domande che «sviluppare con l'IA» non pone: entro quale perimetro questa pratica è accettabile, e con quali guardrail. Compare ogni volta che si tratta di decidere che cosa un profilo che non sviluppa — Product Manager, supporto, ops, business — abbia il diritto di produrre da sé.
Sinonimi e varianti
«Fare vibe coding» come locuzione verbale. «Sviluppare con un assistente» ne è la formulazione neutra, ma non implica né l'assenza di rilettura né la guida attraverso l'uso.
Da non confondere con
- Assistenza allo sviluppo — uno sviluppatore scrive il proprio codice con l'aiuto di un assistente, rilegge ciò che viene prodotto e resta in grado di spiegarlo riga per riga. La competenza per gestire ciò che è stato prodotto resta intatta.
- No-code — costruzione di un'applicazione assemblando elementi in un ambiente chiuso, senza codice prodotto né accesso al repository. Il vibe coding produce codice vero, in un repository vero, con le conseguenze dell'uno e dell'altro.
- Product builder — un ruolo, non una pratica: qualcuno che costruisce nel prolungamento del prodotto dell'azienda. Si può fare vibe coding senza essere product builder, e viceversa.
Esempi
Un Product Manager che, in quattro giorni e più di centottanta commit, parte da zero e ottiene schermate, API interne, diverse centinaia di test e una documentazione generata dal codice, senza scrivere lui stesso le righe.
Ambiguità / dibattiti
L'uso corrente fa del termine ora una pratica amatoriale da scoraggiare, ora una nuova norma di produzione. Entrambi gli usi sono attestati. Il senso adottato qui è descrittivo: il vibe coding nomina la pratica, e ciò che si discute è il suo perimetro, non la sua legittimità di principio.
Anche il grado di rilettura varia da chi parla a chi parla: alcuni chiamano vibe coding qualunque produzione assistita, anche se riletta per intero. Qui l'assenza di una rilettura completa fa parte della definizione.